Il made in Italy sul tetto del mondo

September 2009, Dossier Puglia - Francesca Druidi

 September 17, 2009

Immettere sul mercato prodotti dagli evidenti vantaggi competitivi, in termini di innovatività e performance delle soluzioni.
Così si riassume la strategia operativa della MER MEC di Monopoli, leader mondiale nella progettazione e nello sviluppo di soluzioni per il miglioramento dell’efficienza e della sicurezza delle reti ferroviarie.

«Abbiamo oggi circa 90 grandi clienti in 37 Paesi, tra cui la maggior parte delle ferrovie ad alta velocità, metropolitane, tramvie e operatori nazionali e regionali», spiega Vito Pertosa, presidente dell’azienda che prevede 100 milioni di euro di ricavi per il 2009. «Considerando l’importanza della sicurezza nel settore delle infrastrutture, la nostra propensione all’export non ha subito flessioni negative rilevanti. Se, infatti, da un lato, i Paesi dell’Est Europa sono stati particolarmente colpiti, dall’altro Stati Uniti, Cina, Francia e gran parte del Medio Oriente hanno rilanciato la propria politica economica puntando sulle infrastrutture, sulla capacità di garantire servizi efficienti e sicuri». 

MER MEC è penetrata fattivamente neimercati di riferimento stranieri: in Francia con MERMEC France segue da vicino le ferrovie Sncf, con le quali da anni sono avviati rapporti di business e partnership tecnologica. Negli Stati Uniti, attraverso l’acquisizione di Imagemap, a Columbia nel South Carolina, e l’apertura di un ufficio di rappresentanza a Chigaco, è monitorato il grande mercato del trasporto su rotaia nordamericano. Non va dimenticata la Cina, dove MER MEC opera da moltissimi anni: «Le nostre tecnologie si trovano a bordo dei treni del Tibet, la ferrovia più alta del mondo». Infine, è stata intrapresa in Turchia una joint venture con l’obiettivo di affiancare le ferrovie Tcdd, con cui sono stati recentemente siglati importanti accordi di fornitura.

Guardando alle criticità che ancora ostacolano le imprese pugliesi verso l’estero, Vito Pertosa sottolinea come a mancare sia «probabilmente un’adeguata attività di informazione e promozione, una carenza
aggravata da scarso coordinamento e vivacità da parte delle associazioni di categoria».

Ma l’eccellenza del made in Italy è comprovata. «Riassumendo le varie opinioni apprese negli anni, posso dire che l’immagine più diffusa delle aziende italiane produttrici di manufatti è un’immagine positiva, che racconta di uomini e di squadre vincenti. Quella della nostra politica, al contrario, è soggetta spesso a critiche di varia natura».

 

Dossier Puglia - September 2009
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